Cieca, recupera la vista grazie ad nuova tecnica italiana

occhio

Nasce nell’ alveo della ricerca italiana la tecnica che poche settimane fa ha permesso a una donna di 60 anni di recuperare la vista.

Al Bascom Palmer Eye Institute dell’ Universita’ di Medicina Miller, a Miami, e’ stata infatti per la prima volta applicata una metodologia, denominata osteo-odonto-cheratoprotesi, studiata dal Dott. Falcinelli, ocuslista emerito dell’ Ospedale San Camillo di Roma, che ha a sua volta perfezionato una tecnica creata negli anni ’60 dal Professore Benedetto Strampelli.

Alla donna e’ stata impiantata una cornea artificiale ancorata all’ occhio per mezzo di una lamina ricavata dalla radice di un suo stesso dento.

Il risultato e’ che appena due settimane dopo l’ intervento, la donna era gia’ in grado di leggere il giornale.

Si tratta di una notizia che ha potenzialita’ rivoluzionarie.

La paziente aveva perso la vista nel 2000 a causa della sindrome di Stevens-Johnsons, malattia che distrugge le cellule sulla superficie dell’ occhio causando severe lesioni alla cornea.

Simone Di Gregorio

6 risposte a Cieca, recupera la vista grazie ad nuova tecnica italiana

  1. E’ una notizia incredibile! Finalmente anche nel campo della sanità si vedono soluzioni che risolvono i veri problemi dei pazienti (anziché le attese infinite per fare qualsiasi tipo di analisi che aumentano solo la frustrazione…), e con esiti positivi!
    Peccato però che l’intervento sia stato fatto in USA… (anche se con tecnologia e know-how italiani…)

  2. Si e’ una bella notizia, che tra l’ altro capita in settimane in cui la sanita’ e’ al centro di un dibattito acceso, “sfilacciato” per via dei troppo numerosi individualismi: naturalmente mi sto riferendo proprio agli Stati Uniti e alla campagna di Obama.
    Al di la’ di tutto, spero vivamente che questa tecnica possa prendere piede ed aiutare sempre piu’ persone a combattere quello che considero il peggiore dei mali: la perdita della vista.

  3. L’Italia ha sicuramente molto da dire nel campo della ricerca medica, sia per il nostro know how che per alcuni centri di eccellenza!
    Il peccato però non è affatto quello che l’intervento sia stato realizzato negli USA (la condivisione dei risultati della ricerca scientifica deve essere la più aperta possibile!), ma piuttosto il fatto che l’eccellenza della ricerca italiana non viene efficacemente riconosciuta e sostenuta.

    L.T.

  4. ….e neanche trova il giusto risalto nei media!
    Insomma, chi in questi giorni sta parlando di questa notizia?

  5. Una notizia davvero interessante…abbiamo davvero dei grandi ricercatori /medici e quant’altro, speriamo abbiano la giusta visibilità ….
    il web in questo caso può dare una mano.

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