L’ immagine dell’ Italia all’ estero e le proposte di Aspen Institute

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Nel mondo che uscira’ dalla crisi, la competizione globale dipendera’ dalla forza delle economie nazionali di attrarre investimenti esteri, in particolare quelli in arrivo dal Sud del mondo, Cina e India in testa, ovvero le aree dove si è trasferita buona parte della liquidità e dove sono cresciute nuove multinazionali, in cerca di insediamenti produttivi o logistici in giro per il mondo.

Diventeranno sempre piu’ determinanti fattori come l’ immagine, la credibilità ispirata, la fiducia suscitata.

E su questo piano, l’ Italia non parte favorita.

“Mamma mia, la crisi ci ha veramente reso più poveri degli italiani?”

In questo titolo del quotidiano inglese The Guardian – che cosi’ commentava la grave situazione finanziaria della Gran Bretagna – stanno tutte le lacune competitive del nostro Paese, considerato poco affidabile da molti imprenditori delle economie sia avanzate che emergenti.

Burocrazia, costo del lavoro e dell’ energia, complessità del sistema legislativo, carenze infrastrutturali e instabilità politica  sono i macigni che pesano sulla percezione del BelPaese e tengono lontani molti investitori esteri.

In questo quadro risulta percio’ lodevole l’ impegno di Aspen Institute Italia, associazione a nome della quale molti personalita’ che rappresentano il meglio dell’ industria e delle Istituzioni (tra questi Tremonti, Mercegaglia, Mieli, Ferrero) studiano e promuovono strategie per internazionalizzare la leadership economica, culturale e politica del Paese.

In collaborazione con il “Comitato degli investitori esteri in Italia” – che coinvolge 7150 imprese a partecipazione estera, con oltre 852 mila dipendenti, un fatturato di poco inferiore ai 429 miliardi di euro e un contributo alla R&S pari a 9 volte la media italiana – l’ Aspen Institute porta avanti il “Progetto Interesse Nazionale”, ovvero un percorso di valorizzazione       dell’ identità, della cultura, della lingua e delle eccellenze italiane che si propone di attivare un circolo virtuoso di riflessione e azione capace di coinvolgere istituzioni, mass media, imprese nazionali ed estere e università.

Tre i punti cardine del progetto:

  • l’organizzazione di incontri periodici su temi che fanno chiaro riferimento all’interesse nazionale;
  • la realizzazione di un Osservatorio Stampa Estera che si occupa di monitorare l’immagine del Paese all’estero e di individuarne le positività;
  • la creazione di una vetrina delle eccellenze, al fine di individuare i primati e dare visibilità ai “gioielli” del Paese

Vi invito a farvi un giro sul sito perche’ e’ un progetto davvero interessante.

Simone Di Gregorio

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