Brambilla: enogastronomia e co-marketing per il “brand Italia”

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Di recentissima istitituzione, il nuovo Ministero del Turismo presidiato da Michela Brambilla ha gia’ mosso i primi passi verso la valorizzazione del brand Italia, attraverso l’ ottimizzazione strategica dei suoi punti di forza.

Obiettivo: dirottare verso l’ Italia una quota sempre maggiore dei flussi turistici raddopiando nel giro di 4 anni il Pil del turismo, che oggi rappresenta l’ 11% del totale.

Si tratta di un traguardo che puo’ essere raggiunto, se consideriamo che in base alle stime dell’ Onu il turismo conoscera’ una fase di forte crescita nei prossimi anni e che noi in Italia abbiamo il 50% del patrimonio artistico mondiale.

Dicevamo della Brambilla.

La grande novita’ e’ l’ impegno per la “destagionalizzazione” del turismo, partendo dal presupposto che l’ Italia ha qualcosa da dire e da offrire in tutte e quattro le stagioni grazie alla sua storia, alla cultura, l’ arte…ma anche allo sport, lo wellness, il turismo. E l’ enogastronomia.

Nasce percio’ la Commissione per la promozione e valorizzazione del turismo enogastronomico, che dara’ una voce organica e sistematica a quei giacimenti della buona tavola di cui il Paese straborda e che hanno tutte le potenzialita’ per attrarre milioni di turisti anche nei periodi di cosiddetta bassa stagione.

La Commisione, presieduta da nomi di rilievo del settore – da Gualtieto Marchesi a Pierluigi Rochetti, da Walter Brunello a Enrico Lupi – si propone di aumentare il livello di consapevolezza collettiva circa il primato italiano nell enogastronomia e di coordinare e razionalizzare l’ offerta per la creazione di poli, network e piattaforme.

L’ altra novita’ e’ il co-marketing con Francia e Spagna per la creazione di pacchetti turistici comuni da proporre ai Paesi emergenti come Cina, Brasile e India.

Come inizio non e’ niente male…

voi che ne pensate?

Simone Di Gregorio

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2 risposte a “Brambilla: enogastronomia e co-marketing per il “brand Italia”

  1. Io trovo che i provvedimenti presi dal Ministero del Turismo siano stati necessari perchè spesso le risorse che l’Italia offre non vengono valorizzare adeguatamente.

  2. Ciao Natalia, benvenuta.
    Siamo sulla stessa linea.
    L’ Italia dispone di un patrimonio artistico e culturale, ma anche enogastronomico, che “impone” azioni e investimenti tesi alla sua valorizzazione.
    Non basta possedere “cose belle”, dobbiamo anche saperle comunicare e rivestirle di servizi adeguati per ottenere posizioni di leadership nell’ indutria del turismo.

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