Nasce I-Spirit, vodka made in Italy firmata Lapo Elkann

i-spirit

Originalita’ e spirito poco convenzionale.

Sono le caratteristiche di Lapo Elkann, riflesse nel suo percorso creativo di valorizzazione del made in Italy.

L’ ultima novita’ si chiama I-Spirit ed e’ la prima vodka made in Italy, nata su iniziativa di Lapo insieme ad Arrigo Cipriani, patron di Harry’s, e i due imprenditori vinicoli Marco Fantinel e Francesco Cosulich.

Il progetto e’ coraggioso.

Arricchire dei sapori e della passionalita’ italiana un prodotto che nasce come specialita’ russa, ricco di contenuti simbolici e culturali molto ben definiti e molto lontani dal brand Italia.

I-spirit vodka e’ ottenuta dalla distillazione di finissimi cereali e selezionati vini bianchi friulani e veneti di alta qualita’.

Inoltre, come potete vedere nell’ immagine, la bottiglia ha linee raffinate, espressione del design italiano e del suo talento.

Che ve ne pare?

Simone Di Gregorio

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10 risposte a “Nasce I-Spirit, vodka made in Italy firmata Lapo Elkann

  1. Ciao Simone,
    la bottiglia è veramente originale come validi sono gli imprenditori.
    Spero solo che la fotografia sia venuta male perchè ai lati della bottiglia si intravedono delle linee o puntini che darebbero sempre visiva la rimanenza del liquido rimasto.
    Brutta cosa per le mogli e quindi per i mariti.
    Ciao

  2. Se gli americani fanno il chianti, gli australiani olio d’oliva extravergine, perchè in Italia non si può fare la vodka? La bottiglia non è male, è un idea più che geniale furbetta. Anche se secondo me si rischia molta confusione, i prodotti italiani vanno bene all’estero perchè sono prodotti della tradizione culturale italiana, dal vino all’olio, al parmigiano al prosciutto, nessuno acquisterebbe del cus cus italiano o del whiski fatto in Italia. Anche se oggi si può fare tutto dappertutto, questo prodotto strizza occhio alla Russia da matti, attenzione i russi sono intenditori di vodka molto più che di vino. Unico rammarico è che l’Italia è ricca di liquori e distillati poco noti della tradizione italiana potevano almeno cercare qualcosa di più “made in Italy” investimento in vodka denota una mancanza di conoscenza delle cultura italiana del bere.

  3. l’ho riletta sembra una critica cattiva non lo voleva essere, in realta il progetto è fatto bene, ci sono però delle incongruenze di fondo che possono generare confusione sul prodotto anche se fatto bene e limitarne il successo.

  4. Lapo che si occupa di Alcool mi pare un’ottima scelta di marketing per lui che certo non ha certo una reputazione da astemio…Speriamo solo che, preso dall’entusiasmo, non inizi anche a proporre altri tipi di prodotti made in Italy meno salutisti di questo…

    Luce blogger di Vita da stRagista

  5. @luciano ardoino..hai ragione non ci avevo fatto caso!niente sorsetti furtivi, niente privacy!
    Ciao, grazie della visita.

    @gunther
    Buonissimi spunti di riflessione.
    In termini commerciali puntare sulla vodka e’ una soluzione di impatto piu’ immediato, piu’ “sicura”, anche se lontana dalla tradizione italiana del bere. Potremmo pero’ considerare la possibilita’ che proprio I-Spirit riesca ad indirizzare
    l’ attenzione dei consumatori di bevande alcoliche verso l’ offerta made in Italy, che come sottolinei tu non e’ fatta solo di vini ma anche di molti liquori e distillati.
    Mi viene in mente l’ operazione intrapresa dal Consorzio del Parmigiano Reggiano: “sporcarsi” col McDonald’s per conquistare pubblici altrimenti difficili da avvicinare alla sofisticata produzione made in Italy.
    Che ne pensi?
    Ipotesi forzata?

  6. @ Luce
    Promuovere prodotti di qualita’ superiore e’ fondamentale, in caso contrario non si puo’ parlare di made in Italy.
    Bisogna certamente evitare il rischio messo ben in evidenza da Gunther: promuovere prodotti lontani dalla tradizione made in Italy, il che ci renderebbe uguali agli americani che fanno la pizza all’ ananas o ai cinesi che copiano le borse.
    Ciao Luce alla prossima.

  7. si è un po’ forzata forse, he he he. Devo dire che era venuta in mente anche a me l’operazione parmigiano reggiano e Mac. Operazione Lapo è accattivante lo ammetto ma avrà bisogno di essere sostenuta molto in comunicazione. Ciao

  8. Caro Gunther,
    io mi occupo di marketing a NY ed in particolare amministro un marchio di vodka…
    Ti vorrei dire che il marchio piu venduto in America e Grey Goose che e una vodka francese che da la paga di brutto alle russe… seguito a ruota da Absolut che e svedese…
    Quindi largo alla vodka italiana…
    L’unica cosa speriamo che non sia un flop come si e rivelato un altro marchio di vodka italiano che e venuto qua ma che purtroppo ha puntato solo sulla bottiglia e non sul liquido, purtroppo gli americani si sono evoluti, sono finiti tempi quando bastava scrivere Made in Italy e si compravano tutto!
    Cheers…
    M.

  9. Ciao Marco…credo di aver capito a quale azienda ti riferisci!
    Credo anch’ io che la vodka abbia raggiunto una fase di sviluppo e di espansione tale da essere ben pronta ad assumere su di se’ significati nuovi, che vadano oltre l’ equazione con la Russia, il gelo, ecc.

  10. Ciao
    produco liquori e sono capitata per caso in questa simpatica “chiaccherata”. Sottolineo condivido e approvo quanto sopra detto da Gunther sul valore e la qualità della tradizione liquoristica italiana… Speriamo che questa nuova iniziativa a Trieste, Spirits & Co, possa dare nuovo valore al settore… noi cmq ci crediamo e ci saremo… saluti e in alto i calici… italiani ovviamente

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