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Cieca, recupera la vista grazie ad nuova tecnica italiana

occhio

Nasce nell’ alveo della ricerca italiana la tecnica che poche settimane fa ha permesso a una donna di 60 anni di recuperare la vista.

Al Bascom Palmer Eye Institute dell’ Universita’ di Medicina Miller, a Miami, e’ stata infatti per la prima volta applicata una metodologia, denominata osteo-odonto-cheratoprotesi, studiata dal Dott. Falcinelli, ocuslista emerito dell’ Ospedale San Camillo di Roma, che ha a sua volta perfezionato una tecnica creata negli anni ’60 dal Professore Benedetto Strampelli.

Alla donna e’ stata impiantata una cornea artificiale ancorata all’ occhio per mezzo di una lamina ricavata dalla radice di un suo stesso dento.

Il risultato e’ che appena due settimane dopo l’ intervento, la donna era gia’ in grado di leggere il giornale.

Si tratta di una notizia che ha potenzialita’ rivoluzionarie.

La paziente aveva perso la vista nel 2000 a causa della sindrome di Stevens-Johnsons, malattia che distrugge le cellule sulla superficie dell’ occhio causando severe lesioni alla cornea.

Simone Di Gregorio

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Prodotti innovativi per nicchie globali, cosi’ le Pmi battono la crisi

innovazione

Le Pmi campioni del made in Italy selezionano nicchie di mercato penetrabili sul piano dell’ innovazione, spiazzandole con originali contenuti tecnologici che riducono il valore dell’ offerta concorrente.

Prodotti innovativi per aree di mercato scelte attraverso sofisticate strategie di segmentazione.

E’ questa la formula su cui poggia da sempre il successo delle nostre piccole e medie imprese, e che oggi – mutatis mutandis – viene perseguita ostinatamente per uscire dalla crisi.

In quest’ articolo del “Tempo” si fa il punto sugli ultimi buoni risultati delle nostre aziende: sono notizie davvero positive che purtroppo trovano sempre troppo poco risalto mediatico.

Da dove cominciare.

Dalla Lpm di Varese, per esempio, che nell’ ultimo anno ha incrementato la vendita delle sue tubazioni plastiche per impianti chimici di oltre il 30%, grazie alle esportazioni verso Svizzera, Danimarca e Spagna.

Sempre a Varese, la Mgm conta su nuovi e sempre elevati ordini per i suoi falconi medicinali, richestissimi soprattutto in Germania e Usa.

La Jessa di Pordenone, specializzata in arredamento di design per zone giorno e notte, ha appena aperto due nuove show-room a Chicago e Washington e sono in programma sempre per il 2009 nuove aperture a San Francisco, Los Angeles e San Diego.

Il Gruppo Moncada di Agrigento si occupera’ di energia solare ed eolica per tutto il Mozambico.

Crai ha appena aperto un nuovo canale di distribuzione in Cina per la vendita di prodotti made in Italy.

Sempre in Cina, come anche in Russia, continua a crescere la Mbm di Colleferro, specializzata in arredi e biliardi.

Sono storie singole, certo, ma indicative della vitalita’ che continua a pulsare dentro ad una corposa parte dell’ industria italiana.

Storie, simbolo dei percorsi strategici, sempre piu’ globali e orientati all’ innovazione, che offrono una via di uscita alle tante altre imprese in difficolta’.

Simone Di Gregorio

“Ingegnoso” pugliese realizza l’ impianto piu’ efficace al mondo per la pulizia del mare dai fluidi inquinanti

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“Non sono un’ ingegnere, sono un’ ingegnoso”.

Cosi’ si definisce Michele Sanseverino, cittadino barese investito di un’ idea di quelle che ti cambiano la vita, per sempre.

L’ idea da sola non pote’, ma supportata dalla “lucida follia” e da una vigorosa tenacia riusci’ a superare i numerosi ostacoli che gli “innovatori” made in Italy sono spesso costretti a sopportare.

Snobbato dalle istituzioni, Severino ha costruito attorno alla sua intuizione un’ azienda di 4 persone, troppo piccola per ottenere fondi ma abbastanza grande da costruire un’ impianto innovativo dalle rivoluzionarie conseguenze, totally green-oriented.

Quello realizzato da Severino e’ infatti il primo sistema filtrante al mondo che riesce a separare in modo netto l’ acqua dalle chiazze di olio, eliminando cosi’ l’ inquinamento prodotto da industrie, piattaforme petrolifere e scarichi di navi cisterna.

Il sistema, inoltre, consente di recupere l’ acqua, garantendo all’ industria un potenziale di risparmio inimmaginabile.

Severino ha finora venduto una decina di impianti a importanti aziende italiane e straniere, e si sta profilando un grande interesse da parte di enti governativi e operatori dell’ area medio-orientale.

La Puglia si conferma ancora una volta una realta’ d’ eccellenza nel campo della green economy.

Simone Di Gregorio