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Cieca, recupera la vista grazie ad nuova tecnica italiana

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Nasce nell’ alveo della ricerca italiana la tecnica che poche settimane fa ha permesso a una donna di 60 anni di recuperare la vista.

Al Bascom Palmer Eye Institute dell’ Universita’ di Medicina Miller, a Miami, e’ stata infatti per la prima volta applicata una metodologia, denominata osteo-odonto-cheratoprotesi, studiata dal Dott. Falcinelli, ocuslista emerito dell’ Ospedale San Camillo di Roma, che ha a sua volta perfezionato una tecnica creata negli anni ’60 dal Professore Benedetto Strampelli.

Alla donna e’ stata impiantata una cornea artificiale ancorata all’ occhio per mezzo di una lamina ricavata dalla radice di un suo stesso dento.

Il risultato e’ che appena due settimane dopo l’ intervento, la donna era gia’ in grado di leggere il giornale.

Si tratta di una notizia che ha potenzialita’ rivoluzionarie.

La paziente aveva perso la vista nel 2000 a causa della sindrome di Stevens-Johnsons, malattia che distrugge le cellule sulla superficie dell’ occhio causando severe lesioni alla cornea.

Simone Di Gregorio

“Ingegnoso” pugliese realizza l’ impianto piu’ efficace al mondo per la pulizia del mare dai fluidi inquinanti

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“Non sono un’ ingegnere, sono un’ ingegnoso”.

Cosi’ si definisce Michele Sanseverino, cittadino barese investito di un’ idea di quelle che ti cambiano la vita, per sempre.

L’ idea da sola non pote’, ma supportata dalla “lucida follia” e da una vigorosa tenacia riusci’ a superare i numerosi ostacoli che gli “innovatori” made in Italy sono spesso costretti a sopportare.

Snobbato dalle istituzioni, Severino ha costruito attorno alla sua intuizione un’ azienda di 4 persone, troppo piccola per ottenere fondi ma abbastanza grande da costruire un’ impianto innovativo dalle rivoluzionarie conseguenze, totally green-oriented.

Quello realizzato da Severino e’ infatti il primo sistema filtrante al mondo che riesce a separare in modo netto l’ acqua dalle chiazze di olio, eliminando cosi’ l’ inquinamento prodotto da industrie, piattaforme petrolifere e scarichi di navi cisterna.

Il sistema, inoltre, consente di recupere l’ acqua, garantendo all’ industria un potenziale di risparmio inimmaginabile.

Severino ha finora venduto una decina di impianti a importanti aziende italiane e straniere, e si sta profilando un grande interesse da parte di enti governativi e operatori dell’ area medio-orientale.

La Puglia si conferma ancora una volta una realta’ d’ eccellenza nel campo della green economy.

Simone Di Gregorio

Ad Arezzo, la prima casa “zero impatto” e “zero spese”

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Al fianco della storica lavorazione dell’ oro, il distretto aretino sta affinando un’ altra, importantissima specializzazione focalizzata sull’ energia alternativa e rinnovabile.

Dopo l’ idrogenotto – impianto sotterraneo collocato nell’ area di San Zeno che porta idrogeno puro alle ditte del territorio sfruttando l’ attivita’ di impianti solari e fotovoltaici – Arezzo ha inaugurato la prima casa “autosufficiente” a impatto zero.

Si tratta di una struttura “off grid”, ovvero non collegata ad alcuna rete e che gestisce in modo del tutto autonomo i normali fabbisogni di energia, gas, acqua, reflui, connettivita’, consumando soltanto sole, vento e pioggia.

Il progetto e’ il frutto di un know-how che si compone trasversalmente di tutte le intelligenze distribuite sul territorio, dall’ ingegno dell’ architetto Mario Cucinella all’ expertise de “La Fabbrica del Sole”, la cooperativa depositaria del brevetto, passando per i produttori di quei pannelli fotovoltaici, eolici, geotermici e idroelettrici, che sono presenti nell’ area e da cui l’ innovativa abitazione attinge per il soddisfacimento del suo fabbisogno energetico.

Scendendo nel dettaglio, i pannelli solari produrranno calore, immagazzinandolo e distribuendolo in base alle diversificate necessita’ stagionali; un’ apposito impianto accumulera’ invece le acque meteoriche, che verranno in parte potabilizzate, in parte usate per il wc e l’ irrigazione del giardino.

Se ancora e’ presto per dire quanto questa struttura sia esportabile ed applicabile su larga scala, il fututo fatto di abitazioni vivibili, economiche e a basso impatto sembra oggi piu’ vicino.

Voi che ne pensate?

Simone Di Gregorio

All’ Aquila va in mostra “L’ arte del saper far bene italiano”

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Dal 7 Luglio al 9 Agosto L’ Aquila ospita la mostra “L’ arte del saper far bene italiano”, un racconto sull’ italianita’ e il suo talento, suggestiva per la schizofrenica commistione di passato e presente, tradizione antica e tecnologia d’ avanguardia.

L’ esposizione si focalizza sul made in Italy, visualizzando il meglio di un modello produttivo che trae origine dalle botteghe del Rinascimento e si alimenta di una cultura del prodotto sopraffina, resa possibile da un patrimonio di conoscenze e segreti di fabbricazione che si tramandano sui territori locali di generazione in generazione: gli oggetti esposti spaziano trai vari campi in cui si declina il made in Italy, dai mobili alla moda, dai libri alla Vespa e le auto Fiat.

Particolare attenzione sara’ dedicata alle tipicita’ abruzzesi, che riguardano la produzione di oro, ceramiche, tomboli e alta tecnologia.

Inoltre, la mostra esporra’ originali capolavori della storia italiana, come la partitura autografa della Tosca, il telescopio di Galileo Galilei, la prima Cinquecento, e altri simboli di quella creativita’ ed estetica di cui sono fortemente intrise le vicende del Bel Paese.

Simone Di Gregorio

Piaggio corre verso il futuro, svelando un “aggressivo” business plan

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Dopo Enervit, un altro importante nome del made in Italy annuncia piani di ambiziosa espansione.

Beneficiando della ripresa di un settore, quello delle due ruote, che nel mese di Giugno e’ tornato positivo, Piaggio affronta il quadriennio 2009-2012 contando su una quota di mercato che in Italia vale il 32,3% (+ 3% sul giugno 2008) e puntando su strategie di ampia portata che coinvolgono pressoche’ tutte le aree aziendali.

Il piano si concentra sui marchi piu’ forti, che hanno conquistato una vasta fiducia ed empatia col consumatore dotando l’ azienda di armi essenziali per competere in tempo di crisi: Aprilia e Moto Guzzi, infatti, verranno stabilizzati nello loro mission e valorizzati nel parco d’ offerta, attraverso la proposta di nuovi veicoli.

Le altre linee di prodotto saranno riviste e razionalizzate, anche alla luce di nuova politica che favorisce l’ innovazione – attraverso investimenti in R&S – tenendo al contempo sempre ben desta l’ attenzione sui costi.

Di fondamentale importanza e’ il programma per l’ export, che con l’ obiettivo di contenere lo strapotere di Honda, punta ad un’ espansione in Asia e un consolidamento in Europa e America, attraverso una rinnovata attenzione alla sostenibilita’ ambientale, ovvero il fattore dove sempre di piu’ si concentra l’ attenzione del consumatore occidentale.

In attesa di vedere come gli obiettivi saranno realizzati, Piaggio sembra aver interiorizzato la convinzione, espressa da molti autorevoli osservatori, che il mondo dopo la crisi non sara’ piu’ lo stesso, dimostrando grande capacita’ di adattamento e di sintonia col mercato.

Voi che ne pensate?

Simone Di Gregorio

Il boom degli integratori traina la crescita di Enervit, big del made in Italy

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Trai pochi settori in controtendenza, l’ industria italiana degli integratori alimentari non solo non risente della crisi ma anzi aumenta il proprio fatturato, raggiungendo nel 2007 vendite pari a 1,4 miliardi di euro (erano 800 nel 2004).

Mentre la comunita’ scientifica si divide sulla reale efficacia del prodotto, il consumatore sembra riporvi la propria fiducia: secondo un’ indagine di Federsalus, sono 19 milioni gli italiani che acquistano integratori, dunque 1 su 3: e se il consumo avviene occasionalmente durante l’ anno,  il 60% dei consumatori risulta fidelizzato, acquistando integratori da due anni consecutivi.

Flirtando con la recondita e antica speranza di risolvere disagi e fastidi con una semplice pasticca, l’ integratore presenta al contempo un forte legame con lo Spirito del Tempo, in particolare con la moderna concezione di salute: non considerata piu’ solo come assenza di malattie ma come benessere psicofisico, oggettivo e soggettivamente percepito.

E’ proprio la ricerca di benessere psicofisico la reason why che motiva quasi il 60% degli acquisti.

All’ orizzonte, un rinnovato rapporto tra cibo e salute e la possibilita’ di prevenire alcune malattie o sostituire il ricorso a farmaci veri (con tutti gli effetti collaterali del caso) attraverso l’ assunzione di sostanze naturali contenute negli alimenti.

In ogni caso, il boom degli integratori avvantaggia quelle aziende che, come la Enervit, da anni gravitano nel settore, contando su credibilita’ e posizione di leadership.

Nata e cresciuta trai monti del Triangolo Lariano (Como), in un piccolo comune di 200 persone, molte delle quali lavorano in azienda, Enervit (120 dipendenti e 36 milioni di fatturato) e’ pronta a rafforzare la propria presenza all estero e commercializzare nuovi prodotti in Germani e Spagna, parallelemente ad un potenziamento della fabbrica che prevede l’ assunzione di nuovo personale, un aumento di produzione e accresciuti investimenti in ricerca.

Per chi fosse interessato all’ argomento dell’ integrazione alimentare consiglio l’ ottimo blog Papille Vagabonde.

Simone Di Gregorio

Technogym, la salute del’ azienda passa dal benessere dei suoi dipendenti

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L’ attuale sconquasso economico rende ancora piu’ preponderante la necessita’ di dotarsi di risorse umane eccellenti, capaci battere la crisi a suon di idee nuove e creative.

Ma non basta possedere risorse umane di qualita’, occorre infatti che con altrettanta qualita’ venga gestista, salvaguardata e  valorizzata l’ intelligenza e la fantasia delle persone impiegate in azienda.

Un esempio piu’ che valido di gestione del capitale umano lo fornisce Technogym, azienda leader mondiale nella produzione di attrezzature da fitness.

Perfettamente coerente con la mission aziendale, Technogym pratica internamente il motto del “mens sana in corpore sano”.

La multinazionale con sede a Cesena, infatti, da una parte cura l’ aggiornamento professionale dei suoi dipendenti, con intensi piani di formazione (oltre 60 mila ore annue per 1.600 persone sparse nel mondo) focalizzati su innovazione e design, ovvero due aree critiche su cui si gioca la competitivita’, in generale e in particolare nel settore delle attrezzature per il fitness.

Dall’ altra, l’ azienda si preoccupa del benessere psico-fisico concedendo due ore di pausa pranzo, palestra, personal trainer e check-up trimestrale gratuito.

Si tratta di un investimento importante che porta i suoi frutti.

“Lo abbiamo riscontrato noi per primi – spiega il pr manager Enrico Maranesi -, diminuiscono le assenze per malattia, aumenta il rendimento, aumenta la motivazione e aumenta anche la creativita’: per questo ne risente positivamente il bilancio.”

Dipendente in forma, bilancio sano.

Simone Di Gregorio